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Compravendite in crescita del 18,9%

Pubblicato da web specialist su 17 maggio 2017
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Il mercato immobiliare cresce per il terzo anno consecutivo arrivando a circa 534mila abitazioni acquistate con un valore di 89 miliardi.

Nel 2016 il numero di compravendite del settore immobiliare ha compiuto un balzo in avanti del 18,9%, dopo la crescita del 6,5% nel 2015 e del 3,5% nel 2014. In ripresa anche il valore complessivo del mattone passato di mano: da 76 a 89 miliardi di euro. Questi sono i dati del Rapporto Immobiliare residenziale 2017, realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, che analizza l’andamento del mattone nel corso dello scorso anno.

Le abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario sono state oltre 246 mila (+27,3%),  fenomeno dovuto anche dal miglioramento dell’indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto delle case e che quindi permette alle banche di allargare più facilmente i canali dell’erogazione del denaro. Per quanto riguarda il capitale erogato, la quota media si avvicina ai 120mila euro fino a raggiungere il capitale unitario massimo di 153mila euro nei capoluoghi del centro.

In leggero aumento è anche la superficie media delle abitazioni oggetto di compravendita, che secondo il Rapporto Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’Abi nel 2016 passa da 105,2 a 106,6 metri quadri.

Per quanto riguarda gli affitti, nel 2016 il numero di nuovi contratti è aumentato dell’1,3%, per un totale di oltre 1,7 milioni di immobili locati. Complessivamente, le abitazioni locate nel 2016 ammontano a circa il 5,6% dello stock potenzialmente disponibile (depurato cioè delle abitazioni principali). La superficie media si colloca intorno ai 92 mq, con un canone annuo medio pari a 60,7 €/m2, in aumento dello 0,3% rispetto al 2016.

Oltre la metà degli affitti è registrata con contratti ordinari di lungo periodo, circa un quarto del mercato è costituito da contratti agevolati con durata superiore ai tre anni, segue il segmento dell’ordinario transitorio, con un peso intorno al 17%, mentre la quota di contratti agevolati stipulati con studenti è inferiore al 3%.

I dati del 2016 sulle compravendite delle abitazioni “consolidano e accelerano il trend positivo riscontrato a partire già dal 2014, segnando un inequivocabile segnale di ripresa”; si tratta di un aumento “diffuso e generale lungo tutta la penisola, sia nei grandi che nei piccoli centri”, si legge nel Rapporto Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’Abi.

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