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I sette beni che il fisco non può ‘toccare’

Pubblicato da web specialist su 1 Luglio 2017
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La legge stabilisce chiaramente quali sono i beni non pignorabili, mobili ed immobili. Per quanto riguarda i primi, l’obiettivo è quello di tutelare la dignità del debitore e le sue basilari esigenze di vita. Riguardo ai beni immobili, esistono dei limiti particolari se si ha un debito col fisco.

In sostituzione di Equitalia, che ha cessato ogni sua funzione il 30 giugno 2017, ha debuttato la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione. Questo nuovo ente potrà mappare al meglio la situazione debitoria degli utenti. In caso di intimazione di pagamento o di ricezione di una cartella esattoriale, una prolungata inadempienza potrebbe evolversi nel pignoramento da parte del Fisco dei propri beni mobili o immobili. Ci sono tuttavia delle eccezioni e dei limiti rispetto ai beni pignorabili. Vediamo i sette beni mobili e immobili che non possono essere aggrediti in generale dai creditori e quindi neanche dal nuovo Fisco.

1. La prima casa
La legge stabilisce l’impignorabilità della casa del debitore, a patto che questo non possieda altri beni immobili, vi stabilisca la residenza e si tratti di un’abitazione non di lusso o fabbricato classificato nelle categorie catastali A/8 (ville) e A/9 (castelli). Se il debito ammonta tra i 20mila e i 120mila euro, è possibile l’iscrizione dell’ipoteca, ma non la vendita all’asta del bene. Per quanto riguarda gli altri immobili è possibile il pignoramento solo se il debito è uguale o superiore ai 120mila euro e la somma degli immobili posseduti dal debitore è uguale o superiore a 120mila euro.

2. Beni di famiglia
La legge tutela la dignità del debitore e le sue basilari esigenze di vita. Per questo motivo non possono essere aggredite oggetti indispensabili per mangiare, dormire o lavorare; ad esempio, vestiti, letti, tavoli, sedie, armadi, cassettoni, frigoriferi, stufe e fornelli da cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e cucina.

3. Auto di lavoro
Capita a molti di doversi muovere costantemente per motivi di lavoro. Nel caso di pignoramento, se il contribuente è un imprenditore o un professionista, il fermo auto non può essere disposto in alcun caso, contribuendo a proteggere il legale impiego del lavoratore.

4. Stipendio
Il pignoramento dello stipendio è possibile fino a un massimo di un quinto nel caso sia ancora presso il datore di lavoro o sia stato già accreditato in banca. In quest’ultimo caso, però, non può toccare tutti i risparmi accumulati se sono inferiori a 1.344,21 euro

5. La pensione
Come per lo stipendio, la pensione può essere pignorata fino a un massimo di un quinto sia nel caso sia ancora presso l’ente di previdenza, sia nel caso sia stato già accreditato in banca. Esiste però un limite importante. Il minimo vitale o minimo di sopravvivenza, pari ad euro 672,10 deve essere salvaguardato. Pertanto, il quinto pignorabile verrà calcolato sulla differenza tra l’importo della pensione ed il minimo vitale.

6. Polizze di vita
Le polizze vita sono assolutamente impignorabili. Non solo dal fisco, ma anche da parte di qualsiasi creditore

7. Conto corrente o casa cointestati 
È riconosciuta la possibilità di pignorare i beni cointestati, ma entro massimo della metà. Il fisco può sottoporre ad esecuzione forzata solo il 50% del bene di proprietà del debitore, se il bene è divisibile in natura, altrimenti si vende per intero e la metà del ricavato viene restituita al contitolare non debitore.

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